|
"LA
TINOZZA DELL'ANGELO JEAN PAUL"

ovvero:
"Indiscrezioni sull'ultima conversazione tra il cittadino Marat ed
il Marchese De Sade, con un fortuito incontro con Charlotte Corday"
tre
quadri di
Anna Vivarelli
I tre quadri, due dialoghi ed un monologo, prendono spunto da un episodio
della Rivoluzione Francese: l'assassinio di Jean Paul Marat per mano di
Charlotte Corday. La morte di Marat è già di per sé
"drammatica": l'immagine offerta da Jean-Luis David del morente
accasciato sulla tinozza, in cui trovava sollievo per i suoi eczemi, è
celeberrima. Ed il confronto, lo scontro verbale tra Marat ed il Marchese
De Sade è idea già usata: è il "Marat-Sade"
di Weiss. Ma "La tinozza dell'Angelo Jean Paul" non vuole in
alcun modo rifarsi a padri illustri. Peggio: pretende di riscrivere una
pagina della Rivoluzione Francese, fornendo altre ipotesi. Forse la morte
di Marat è un atto "interno" della Rivoluzione. Forse
il Marchese De Sade, che, si sa per certo, ha pronunciato l'orazione funebre
di Marat, ha avuto un ruolo ben più significativo nella morte di
Marat, Forse il Marchese De Sade non ha mai riscosso la sua parcella .
Forse Charlotte Corday aveva qualche problema psicologico. . Il gioco
della "Tinozza" cammina sul filo del linguaggio, un linguaggio
che rimbalza senza sosta dal modernismo più spinto all'evocazione
del birignao dei salotti settecenteschi. E attraverso il gioco della parola,
la "Tinozza" si diverte a far incontrare (e scontrare) la storia
dei libri di scuola con quella dei nostri giorni. La morale della storia
non c'è. Non c'è alcuna pretesa di realismo. E quando si
allude ai meccanismi del potere che calpestano cadaveri e trascurano promesse
fatte, ai pesci grossi che pretendono di gestire la storia come se fosse
casa loro, ai pesci piccoli che mescolano nel calderone per arraffare
qualcosa, si faccia finta di avere in sovraimpressione la scritta: "Ogni
riferimento a fatti e persone..." eccetera eccetera. a.v.
SCHEDA
TECNICA
RASSEGNA
STAMPA
IMMAGINI
DALLA TINOZZA:
|
|