![]() |
|
![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
R.S.V.P. R.S.V.P.
è una formula di cortesia che si trova scritta in calce agli inviti
che richiedono una conferma. E un'espressione francese che tradotta in
italiano suona: "Rispondete, per favore". Questa traduzione,
fedelissima, trasforma quasi magicamente la convenzione educata in una
richiesta pressante come un grido di dolore: qualcuno chiede una risposta.
Cosa c'è di strano? Succede tutti i giorni, in fondo. Ed è
una storia di tutti i giorni quella che si racconta in questa commedia,
che ha le cadenze inconfondibili del quotidiano, con i suoi spazi vuoti
e le sue intollerabili intensità. Dove anche l'unico fatto che
accade, e la sua brutale concretezza, sono un'esasperazione e non una
trasgressione della quotidianità. Un uomo e una donna condividono
un tratto dei percorso: non hanno nulla in comune, praticamente quello
che li lega è un rapporto di affari. Certo singolare, ma non inverosimile.
Se poi le carte si confondono un poco, questo è nell'ordine naturale
dell'e cose: se gli esseri umani fossero perfetti, nessuno scriverebbe
commedie. R.S.V.P. è una storia-non-storia, la storia di un incontro
fatale eppure non importante tra una donna poco felice ed un uomo che
fa un lavoro strano. E la storia delle loro parole che non riescono
a diventare un dialogo, ma si mescolano fino ad essere eco le une delle
altre. E poi è un giallo, una tragedia, una pochade. Non diversamente
da quello che è la vita. R.S.V.P. è il primo testo teatrale
di Anna VIVARELLI, una autrice che possiede il dono di materializzare
le parole, non facendole diventare oggetti - questo in fondo è
facile - ma stati d'animo. Per questo la sua commedia ha molte chiavi
di lettura, ed ogni spettatore è libero di seguire la propria.
L'importante è che non la racconti ad altri, ma se la coltivi dentro
come un messaggio privato. O come un segreto. SCHEDA
TECNICA Torna alla pagina degli spettacoli |
|