"CHARLOTTE CORDAY PRIMA DEL TAGLIO DEI CAPELLI"

di Anna Vivarelli


Charlotte Corday, nella memoria comune,è un non-personaggio: non è solo la provinciale fanatica rivoluzionaria che esiste semplicemente in rapporto alla sua grande vittima Marat, martire della Rivoluzione Francese,
ma, anche, "mostro" violento, punta estrema dello spirito distruttivo di tutte le Rivoluzioni.
Ma aldilà di queste scarne connotazioni, la Corday conquista in queste pagine una propria realtà umana: si inorgoglisce delle proprie azioni, teme la propria morte, ricorda la propria storia e vive una femminilità sofferta, nevrotica, quasi patologica.
Marat è per lei molto più di un nemico politico: è quasi personificazione di quel demone che le fa orrore, ma che forse avrebbe voluto conoscere più che distruggere. E' il demone di una violenza convulsa per lei ignota e tentatrice.
L'allestimento del testo evidenzia anche l'importanza del rapporto tra la Corday e la sua carceriera: come in uno specchio deformato si delineano, tra le due donne, opposte visioni del mondo e conflitti passionali che si consumano in una situazione estrema e definitiva.
(A.V.)

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