"C'ERA, C'ERA"


di
Guido Quarzo
e Anna Vivarelli


Teatro Araldo – via Chiomonte, 3 Torino
Venerdì 20/02/2004 e Sabato 21/02/2004 ore 21 – Domenica 22/02/2004 ore 16,30

regia di:
ESTHER RUGGIERO

Personaggi
Interpreti
Il Barone Lamberto
Gino Baudrino
Anselmo, il maggiordomo
Pietro Di Legami
Ottavio, il nipote
Oscar Matusa
Delfina
Valeria Di Legami
Il bandito
Toni Mazzara
Il musicista
Marco Amistadi

Musiche: Marco Amistadi
Scenografia: Officina dello Spettacolo – Francesco Fassone
Luci: Marco Burgher
Assistente alle scene: Tiziano Villata
Tecnico: Gabriele Goria

Organizzazione: P.Di Legami P. Politti

Si ringrazia:il Dott. Edoardo Novelli della casa editrice Editori Riuniti per la gentile concessione delle tavole di alcuni illustratori della nuova edizione dell’Enciclopedia della Favola curata da Gianni Rodari


"C'era due volte il barone Lamberto" è l'ultimo lavoro di Gianni Rodari e a rileggerlo oggi ha il sapore di un inconsapevole commiato. È un romanzo pervaso da una sottile malinconia: una malinconia ironica e un poco surreale per gli effetti dell'inesorabile trascorrere del tempo. C'è da dubitare, come sostiene Marcello Argilli, che Rodari pensasse di scrivere un romanzo per bambini. È più probabile che scrivesse per sè, per fare i conti con una propria inquietudine. Nell'affrontare la stesura del testo teatrale ispirato al barone Lamberto, abbiamo voluto tenere presente soprattutto questo aspetto del racconto. E considerando che riscrivere Rodari sarebbe stato un atto di suprema e imperdonabile presunzione, nel raccontare il barone Lamberto abbiamo scelto di "dimenticare&" il romanzo, l'inimitabile scrittura rodariana e di andare piuttosto alla ricerca del "senso" della storia. A sostegno di tutta la vicenda di Lamberto, ci sembra di individuare due metafore. La prima sostiene che non si muore mai veramente finchè di noi resta vivo il ricordo; la seconda dice che i vecchi sono come i bambini. Su queste stesse metafore abbiamo cercato di costruire il nostro testo, senza tradire (è la nostra speranza) la grande lezione di scrittura che Gianni Rodari ci ha lasciato con "C'era due volte il barone Lamberto". (Q&V)

C’era una volta un romanzo di Gianni Rodari dal titolo “C’era due volte il barone Lamberto” e c’era una volta il desiderio del Circolo Bloom di portare sulla scena questa storia, facendone uno spettacolo per ragazzi senza allontanarsi troppo dalle linee graffianti e ironiche tracciate in origine dall’autore.
Conciliare le due cose non sembrava facile, ma dopo mille ipotesi è venuto finalmente alla luce “C’era c’era”, la cui stesura drammaturgica è stata affidata alle sapienti mani di Guido Quarzo e Anna Vivarelli, in cui si cerca di usare il teatro per dare corpo alle visioni e all’umanità dei personaggi. Si è scelta una linea registica frizzante, in cui le figurine tracciate dagli autori scivolano velocemente tra le maglie della storia, accompagnate costantemente da un tessuto sonoro che riporta il pubblico alla musicalità ben nota delle filastrocche rodariane.

Morale della storia?
La morale di questa storia – dice ad un certo punto il saggio bandito - è che io ho imparato che ogni età ha i suoi pregi e suoi difetti e che l'infanzia è meglio viverla una volta sola...
E che l’importante è non prendersi troppo sul serio – aggiunge chi scrive.
Mai. Esther Ruggiero


SCHEDA TECNICA

TAVOLA ROTONDA

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