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STAMPA SERA
Venerdì 23 Ottobre 1987:
ANNA
VIVARELLI ed il teatro San Filippo
"Credevo
che bastasse essere un po' speciale perché anche gli
altri se ne accorgessero." Con questa frase si apre l'atto
conclusivo dello spettacolo "R.S.V.P", che debutta
questa sera al Teatro San Fllippo. A pronunciarla è la
protagonista, una donna che nutre un profondo desiderio di affermazione
in un mondo che sembra condannare all'anonimato; una donna che,
di fronte al disinteresse, alla solitudine, alla morte interiore,
sceglie di essere eliminata fisicamente da un killer in un simbolico
omicidio-suicidio.
Questa è la chiave di lettura del lavoro scritto da Anna
Vivarelli, una commedia introspettiva a sfondo giallo che è
incentrata sul tema, attualissimo, dell'alienazione dell'individuo
e del disagio che prova a stare al mondo. Ha per protagonisti
tre soli personaggi. Da una parte c'è lei, l'infelice
che decide di stipulare il patto di morte allo scopo di lasciare
un'eredità umana al testimone e artefice materiale della
sua distruzione (l'omicidio sarà infatti compiuto quando
la donna riuscirà a svelarsi o, per usare il terniine
della sceneggiatura, a traslocare nel suo complice-antagonista).
Dall'altra c'è il killer, una figura quasi priva di contorni
reali, in quanto interlocutore sfuggente e più che altro
specchio di fronte al quale la vittima si mette a nudo prima
di sacrificarsi. Tra i due si inserisce, in una breve parentesi,
un terzo personaggio, il partner distratto di lei, che rappresenta
il mondo e la realtà quotidiana con la quale la donna
è chiamata a confrontarsi e con la quale non è
però in grado di stabilire un rapporto positivo. Sebbene
costruita sul concetto dell'incomunicabilità, la trama
è dominata dal dialogo nel quale giocano un ruolo preponderante
i soliloqui della protagonista, che sono quasi dei monologhi.
«E' un tipo di narrazione introspettiva non facile da
mettere in scena - spiega l'autrice Anna Vivarelli -. Per trasformare
il lavoro da letterario in teatrale è stato necessario
rispettare precise esigenze drammaturgiche. Il regista Adalberto
Maria Tosco è riuscito a rendere coinvolgente una storia
dall'atmosfera cupa, rarefatta e giocata sui mezzi toni e a
darle tensione accelerando il ritmo in un crescendo che coincide
con l'aumentare dell'angoscia della donna che sta per morire.
Il pubblico viene inoltre introdotto negli ingranaggi della
vicenda in virtù di una globale asciuttezza scenica che
non lascia spazio a concessioni né a sbavature e che
dunque privilegia il dialogo.
Quanto alla genesi del suo impegnativo lavoro, la Vivarelli
replica: "Ho scritto questo soggetto un paio d'anni fa
su un'idea che coltivavo da tempo. Ma non c 'è nulla
di autobiografico nella trama. La situazione che ho descritto
e che si crea in scena è assurda e paradossale, ma rappresenta
l'esasperazione di un disagio che è comune, quotidiano
e per nulla inconsueto. Le esigenze drammaturgiche impongono
di accentuare il tono delle situazioni, ma nella mia storia,
al di là degli eccessi legati alla teatralità,
non c'è nulla di inverosimile." R.S.V.P.
è interpretato da Andreina Valentini che recita la parte
della protagonista,da Bruno Pantano che impersona il killer
e da Pietro Di Legami che riveste il ruolo del partner di lei.
Le scene e i costumi sono stati realizzati da Eugenio Comencini
e le luci sono curate da Franco Lupi. Le musiche di Gianni Monasterolo
sono eseguite, in scena, da due flautisti che si alternano di
sera in sera: Piero Bisa e Antonella Bruni. Lo spettacolo s'inizia
alle 21,15 e si replica fino a domenica 25 ottobre alla stessa
ora.
(e.car.)