RASSEGNA STAMPA
R.S.V.P.

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Lo spettacolo ha debuttato al Teatro San Filippo di Torino il 22 Ottobre 1987

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STAMPA SERA
Venerdì 23 Ottobre 1987:


ANNA VIVARELLI ed il teatro San Filippo

"Credevo che bastasse essere un po' speciale perché anche gli altri se ne accorgessero." Con questa frase si apre l'atto conclusivo dello spettacolo "R.S.V.P", che debutta questa sera al Teatro San Fllippo. A pronunciarla è la protagonista, una donna che nutre un profondo desiderio di affermazione in un mondo che sembra condannare all'anonimato; una donna che, di fronte al disinteresse, alla solitudine, alla morte interiore, sceglie di essere eliminata fisicamente da un killer in un simbolico omicidio-suicidio.
Questa è la chiave di lettura del lavoro scritto da Anna Vivarelli, una commedia introspettiva a sfondo giallo che è incentrata sul tema, attualissimo, dell'alienazione dell'individuo e del disagio che prova a stare al mondo. Ha per protagonisti tre soli personaggi. Da una parte c'è lei, l'infelice che decide di stipulare il patto di morte allo scopo di lasciare un'eredità umana al testimone e artefice materiale della sua distruzione (l'omicidio sarà infatti compiuto quando la donna riuscirà a svelarsi o, per usare il terniine della sceneggiatura, a traslocare nel suo complice-antagonista). Dall'altra c'è il killer, una figura quasi priva di contorni reali, in quanto interlocutore sfuggente e più che altro specchio di fronte al quale la vittima si mette a nudo prima di sacrificarsi. Tra i due si inserisce, in una breve parentesi, un terzo personaggio, il partner distratto di lei, che rappresenta il mondo e la realtà quotidiana con la quale la donna è chiamata a confrontarsi e con la quale non è però in grado di stabilire un rapporto positivo. Sebbene costruita sul concetto dell'incomunicabilità, la trama è dominata dal dialogo nel quale giocano un ruolo preponderante i soliloqui della protagonista, che sono quasi dei monologhi. «E' un tipo di narrazione introspettiva non facile da mettere in scena - spiega l'autrice Anna Vivarelli -. Per trasformare il lavoro da letterario in teatrale è stato necessario rispettare precise esigenze drammaturgiche. Il regista Adalberto Maria Tosco è riuscito a rendere coinvolgente una storia dall'atmosfera cupa, rarefatta e giocata sui mezzi toni e a darle tensione accelerando il ritmo in un crescendo che coincide con l'aumentare dell'angoscia della donna che sta per morire. Il pubblico viene inoltre introdotto negli ingranaggi della vicenda in virtù di una globale asciuttezza scenica che non lascia spazio a concessioni né a sbavature e che dunque privilegia il dialogo.
Quanto alla genesi del suo impegnativo lavoro, la Vivarelli replica: "Ho scritto questo soggetto un paio d'anni fa su un'idea che coltivavo da tempo. Ma non c 'è nulla di autobiografico nella trama. La situazione che ho descritto e che si crea in scena è assurda e paradossale, ma rappresenta l'esasperazione di un disagio che è comune, quotidiano e per nulla inconsueto. Le esigenze drammaturgiche impongono di accentuare il tono delle situazioni, ma nella mia storia, al di là degli eccessi legati alla teatralità, non c'è nulla di inverosimile." R.S.V.P. è interpretato da Andreina Valentini che recita la parte della protagonista,da Bruno Pantano che impersona il killer e da Pietro Di Legami che riveste il ruolo del partner di lei. Le scene e i costumi sono stati realizzati da Eugenio Comencini e le luci sono curate da Franco Lupi. Le musiche di Gianni Monasterolo sono eseguite, in scena, da due flautisti che si alternano di sera in sera: Piero Bisa e Antonella Bruni. Lo spettacolo s'inizia alle 21,15 e si replica fino a domenica 25 ottobre alla stessa ora.
(e.car.)